Make your own free website on Tripod.com
Presentation   News Editorial    board   Archives    Links   Events Submit a     paper Sections
contacts & mail                                                                                                                                                                                           Home                                                                                                                                                                                                      

FRENIS  zero   Mi spiace, il tuo browser non supporta i Java!       

Scienze della Mente, Filosofia, Psicoterapia e Creatività

SOMMARIO

                                                              Anno I, numero I, gennaio 2004           

Teatro  

       SCREBER E SABINE.           Dramma in tre atti.di Oretta Dalle  Ore

 

Arte & follia

                      La pazzia di Guy de Maupassant

 

Letteratura

                      "Madrigali di  Michelangelo" di Beppe Giannoni

 

Antropologia        visiva

"Magnum Mysterium": appunti fotografici per un'antropologia del sacrificio e della morte

 

Editoriale

<<Siamo arrivati a zero. Anzi, al doppio zero. Viviamo ormai in un altro millennio, e abbiamo ricominciato a contare dallo zero: 00, 01, 02, 03... Lo zero, ha scritto un matematico, è «quasi a portata di mano, ma mai realmente afferrabile». Così si presenta la realtà in cui viviamo: un grande caleidoscopio in cui ogni minima rotazione, o spostamento, cambia la forma, il pattern, di ciò che vediamo. Tuttavia lo zero non è «niente». È piuttosto una «cifra», una chance, una possibilità, è il punto di partenza di un nuovo processo. Il nostro ground zero è ricco di nuove possibilità. L'importante è vederle. Per farlo bisogna cambiare il nostro punto di vista, modificare lo sguardo con cui osserviamo le cose.>> 

(da Marco Belpoliti, "Doppio zero. Una mappa della contemporaneità", Einaudi, Torino, 2003)

La citazione tratta dall'introduzione del libro di Belpoliti ci chiarisce che lo zero del titolo di questa "rivista"  allude ad un punto da cui partire per guardare un oggetto che <<è vario e molteplice, e non appartiene, in modo preventivo, a nessuna forma di sapere o disciplina preordinata>> (Belpoliti, 2003). Frenis in greco significa mente, ma è anche termine che si riferisce al diaframma, ad un organo che separa nel corpo un alto ed un basso. La mente umana, nelle sue produzioni creative (artistiche, scientifiche) deve riuscire a integrare e a tenere insieme oggetti che essa stessa ha contribuito a tenere separati in distinti campi del sapere. Indagare le aree di confine tra creatività, scienze della mente e psicoterapia è il progetto di questa rivista 'on line': Frenis zero.

Una rivista che utilizzi non il supporto cartaceo, ma il substrato della rete web deve fare i conti con l'incompiutezza sia nella dimensione testuale che in quella temporale. La rivista non esce una volta per tutte, ma si fa e si disfa continuamente, in una impresa di Sisifo che riguarda i testi in essa contenuti ma anche i tempi della redazione. Pertanto questo è un primo numero virtuale, in fieri, di una  'rivista' che è esposta sin dalla sua nascita alla consapevole accettazione di un tempo e di una periodicità non prefissati, e di testi che non vengono 'editi' una volta per tutti,  restando indefinitamente degli 'inediti' virtuali.

Questa prima uscita della rivista pubblica una 'piece' teatrale di una scrittrice milanese, Oretta Dalle Ore, che 'mette in scena'  il caso clinico del cancelliere Schreber, da cui Freud  ha preso spunto nelle sue celebri 'Osservazioni psicanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente'.  Il dramma, scritto nel 1999, è stato rappresentato in lettura scenica con successo al Teatro Piana di Cesano Boscone ed al Teatro Libero di Milano. A seguire, uno studio davvero impegnativo condotto da uno psichiatra fiorentino, Beppe Giannoni, sulla personalità di Michelangelo partendo dal 'materiale' dei suoi madrigali. <<La pazzia di Guy de Maupassant>> è un testo del 1950 di Renato Bettica-Giovannini, oramai introvabile e non più ristampato, che cerca di far luce sui complessi rapporti tra follia e creatività artistica nell'opera dello scrittore francese. Infine, sempre muovendosi sul limine di campi scientifici differenti, in <<Magnum Mysterium>> si sono raccolte delle testimonianze di antropologi sul tema del sangue e del sacrificio nella cultura tradizionale del Sud Italia, accostandole a fotografie originali che vogliono costituire un documento di 'antropologia visiva' .

 

Giuseppe Leo

 
Editor : Giuseppe Leo
Copyright - FRENIS ZERO All right reserved 2003